Gato de marmo
Intervista ai Gato de marmo: "ritmi ed armonie a volte dissonanti"
Un'idea nata con il desiderio di farsi strada in uno scenario musicale dai tratti a volte scontati. Un viaggio che legge i cinque sensi attraverso un linguaggio ricco di emozioni.
La loro missione sembra voler diffondere un messaggio «di un'urgenza creativa, attuata secondo i canoni di una generazionalità ambigua e postmoderna» come dichiarano nel proprio spazio web.
Incontriamo i Gato de marmo con Luca Cambò e Alberto Scarpello per raccontare questo avventura.
Le vostre composizioni diffondono un senso di inquietudine. Perché questa scelta?
La scelta di atmosfere cupe, armonie a volte dissonanti, rumorismo e tempi dispari, sostanzialmente, è legata alla volontà di sviluppare una musica originale, seppur figlia delle sonorità degli ultimi 10 anni.
L'inquietudine che ne viene fuori rispecchia probabilmente quella "tensione creativa" che dovrebbe trasparire da ogni opera dell'intelletto.
Dove nasce il nome della vostra band?
Gato De Marmo è il gatto giapponese di ceramica con la zampa alzata che spesso appare in molti film o cartoni animati orientali. Esso è anche un simbolo di pigrizia. Il vero motivo per cui l'abbiamo scelto coinvolgerebbe personaggi e vicissitudini estranee a questo contesto, perciò soprassediamo.[...]








