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Incontriamo Alessandra Celletti: compositrice, pianista, cantante romana considerata un’Artista in continua evoluzione. Le sue composizioni hanno di base una struttura classica che incontra per definirsi alcuni elementi di musica contemporanea.
“Way Out” è il suo ultimo lavoro che vede l’Artista utilizzare la voce come strumento.

Il nuovo lavoro “Way Out“, piano e batteria. Una scelta voluta?

Sì! Una scelta dettata da una ricerca di essenzialità. Volevo un suono compatto, ma anche senza niente di superfluo. Così ho individuato in questi due strumenti (oltre alla voce) il giusto abbinamento per ottenere quello che cercavo.

Rispetto agli album precedenti ti sei posta con un approccio differente?

Sicuramente “Way Out” è stata un’esperienza che mi ha portato su una strada nuova. C’è sicuramente un approccio più libero (sebbene la libertà è la caratteristica di ogni mio lavoro). Non ci sono schemi di alcun tipo ma solo il mio desiderio di “giocare” e di comunicare con la musica. E poi per la prima volta canto…

Quando ti sei avvicinata al piano?

Ero una bambina di 6 anni. Ogni domenica mattina mio padre ed io andavo insieme a lezione di musica. Lui studiava il flauto ed io il pianoforte. Lui però ha smesso ed io ho continuato…ho frequentato il Conservatorio.

In questo lavoro si ascolta anche la tua voce. Abilmente utilizzata come uno strumento?

Per me il canto è una scoperta del tutto nuova. Non ho fatto studi approfonditi (anche se ora gli sto dedicando del tempo) e quindi ho applicato all’uso della voce le mie conoscenze tecniche strumentali…

Dove la scelta di alternare durante i live composizioni di grandi maestri della musica classica alle tue?

Per me in fondo non c’è una grande differenza. Quando suono le pagine di compositori che hanno fatto la storia della musica le eseguo con rispetto, ma anche con libertà quasi come fossero brani scritti da me…Ho bisogno di sentire che una musica mi risuoni completamente nel cuore per poterla proporre in pubblico e non solo di sapere bene le note…Per questo mi piace alternare alle mie composizioni gli autori che mi hanno accompagnato nel mio percorso musicale,come Erik Satie o Philip Glass.

Nel tuo lavoro “Esoterik Satie” analizzi con attenzione il genio di Erik Satie. Cosa ti ha affascinato di questo maestro contemporaneo?

La sua profondità unita alla sua leggerezza, la dolcezza e la malinconia delle sue melodie. La sua semplicità così ricca…e poi la libertà che regala all’interprete.

In una parola come descriveresti il nuovo disco?

Stravagante e sincero.

Ti consideri una compositrice in continua evoluzione fra le influenze della musica classica con arrangiamenti contemporanei?

Mi considero una musicista curiosa che ha il solo desiderio di andare avanti e di comunicare attraverso i suoni.

foto: CnS

Info: alessandracelletti.com

3 commenti a “Intervista ad Alessandra Celletti: “Way Out” il disco che segna la svolta”
  1. Alessandra
    Alessandra Celletti,
    conferma di essere una donna molto profonda anche sotto il profilo umano, oltre che a quello artistico/raffinato.

    “Non ci sono schemi di alcun tipo ma solo il mio desiderio di “giocare” e di comunicare con la musica.” (Alessandra Celletti)

    Ora comprendiamo le origini delle sue magiche ed incantevoli composizioni al pianoforte, ben al di là delle sue nobili influenze musicali, di Satie e Glass.

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